Fiume è molto diversa da Trieste, malgrado la distanza tra le due città sia breve. È difficile trovare tratti comuni tra Trieste e Spalato. Anche Fiume, con Spalato, non condivide troppe cose. Spalato è gemellata con Ancona, ma questo legame è più di forma che di sostanza. Durazzo e Valona, in Albania, hanno vita e storie altre, rispetto ad Ancona, Spalato, Fiume e Trieste.

Da ovest a est, e da est a ovest; da nord a sud, e viceversa: l’Adriatico non è affatto uno spazio omogeneo. Si parla spesso di un destino comune, non meglio precisato, che uniforma luoghi e genti di questo mare. Ma questa visione, romantica e consolatoria, non fa il paio con la realtà.

L’Adriatico è un mare stretto dal punto di vista fisico, ma la distanza tra le coste è larga. La guerra fredda lo ha trasformato in una frontiera, e tanti rapporti tra le sponde sono andati persi. L’Adriatico è anche un mare lungo: il nord tende alla Mitteleuropa, il sud al Mediterraneo. E ciò non favorisce di certo la coesione. 

Definendolo corto esprimiamo però l’auspicio che tutte le lontananze che lo caratterizzano possano ridursi. Perché a esplorarne coste e isole, e a osservare il rapporto tra il mare e l’uomo nelle varie forme che assume, ci siamo accorti dell’esistenza di un tessuto organico adriatico. È un sentimento, una nostalgia o una intimità, per dirla con Predrag Matvejevic, che consente a tutti coloro che vivono l’Adriatico di potervisi riconoscere. Non è facile da spiegare, ma c’è. Esiste. Può significare poco, o magari spiegare tutto. Ma questa è la chiave della nostra indagine.

Dal settembre 2015 all'aprile 2017 abbiamo esplorato le coste adriatiche, occidentali e orientali. Abbiamo voluto coglierne l'essenza al di là di ogni retorica. Crediamo che solo così, con un racconto contemporaneo fondato su situazioni di vissuto reale e sulla pari dignità assegnata a tutte le storie che questo mare custodisce, sull’una e sull’altra sponda, si possa dare all'Adriatico un'immagine concreta, sganciandolo dalla pura simbologia.