I GROTTAROLI

Al Passetto, la spiaggia cittadina di Ancona, la costa si solleva dalla linea del mare. E così, alta, resterà fino al Monte Conero, venti chilometri più a sud. Questo è uno dei pochi tratti in cui l’Adriatico occidentale, altrimenti sabbioso, spianato e con poche insenature di rilievo, acquisisce quell’irregolarità che dall’altro lato del mare, invece, è una costante.

Al Passetto, che si sviluppa ai piedi di una rupe, si accede da piazza IV novembre, dove svetta un monumento fascista dedicato ai caduti della prima guerra mondiale, in pietra bianca d’Istria. Alle sue spalle si apre un’ampia scalinata che confluisce su una terrazza panoramica, dividendosi poi in due rami. Al mare si può scendere anche con un ascensore, realizzato in tempi più recenti e situato in cima alla rupe.  

L’intervento dell’uomo è stato massiccio anche più giù, in riva al mare. Alla fine della scalinata c’è una larga piattaforma di cemento, a sud della quale c’è un ristorante, adagiato su una palafitta. Verso nord si arriva invece all’ascensore e alla spiaggia, piccola e sassosa. Proseguendo inizia la lunga fila dei “grottini”, vecchie rimesse dei pescatori scavate nel promontorio, con le porte in legno colorate. Oggi ne dispongono per lo più figli e nipoti. Qualcuno ha la sua barchetta, quasi tutti una cucina. Queste cavità, d’estate, diventano una seconda casa. D’inverno ci si va periodicamente a controllare se le mareggiate non abbiano danneggiano gli spiazzi in cemento, i pontili e le passerelle che dai grottini facilitano l’accesso al mare. E lo stesso facevano i vecchi uomini di mare, nei lunghi periodi in cui faceva freddo, l’Adriatico era mosso e non era il caso di calare le barche in acque.